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25.02.09 > Polverigi
Una risposta (in collaborazione con Les Yeux d'IZO) alla polemica sollevata da Alessandro Baricco nel suo articolo pubblicato ieri su La repubblica. Un filmato per riflettere sul senso del finanziamento pubblico alla Cultura.
Il n'y a pas de Colin dans le poisson è un breve filmato documentario sul disimpegno dello Stato nella Cultura, realizzato dall'associazione culturale Les Yeux d'IZO di Poitiers (Francia) nel luglio del 2008.
"E' una storia che parla di cultura e di pesci.
Di cinema, di teatro e di arricchimento.
Di merci, di Colin, di bene comune.
E' una favola che difende la Cultura,
di fronte alla cultura dei risultati".
Il film è pubblicato sotto Licenza Creative Commons 2.0 (diffusione libera, in rispetto della menzione degli autori e dell'integrità del film, senza usi commerciali). Per contattare gli autori: lesyeuxdizo@gmail.com.
Luca Mazzone
04 Mar 2009, 12:07
preziosissimo video, fatto con gusto e una sottile ironia che rende la
denuncia più efficace e forte.
Baricco è il solito istrione... ma non capisce che così facendo giustifica
l'incultura di coloro che vogliono la morte delle voci e delle espressioni
dell'arte. Purtroppo è vittima di un male troppo italiano: la sete di
protagonismo!
elena scolari
27 Feb 2009, 11:53
il video è molto ben fatto. serio senza essere pedante. didattico ma con
fantasia. nella comunicazione nessuno batte gli anglosassoni ma qt piccola
prova francese è ottima.
dono d'accordo con Davide sul fatto che non si possa prescindere
dall'identità di chi scrive e quindi essere un tantino irritati dalla
fonte. Baricco fa però un ragionamento molto complesso che è impossibile
commentare brevemente. cerco di segnalare alcuni punti secondo me nodali:
1. la televisione non ha affatto bisogno di altri soldi per fare una
programmazione meno idiota. trattasi di scelte.
2. ql che Baricco vagheggia è una rivoluzione enorme: crescere un pubblico
consapevole con la scuola e la tv sarebbe bellissimo, e creare il bisogno
vero di cultura di qualità. ma per farlo togliamo soldi proprio a chi
dovrebbe impegnarsi in qt lavoro?
3. trovo sacrosanto che si cerchi di scalzare il pregiudizio secondo cui è
colpevole fare soldi con la cultura (Baricco ne ha fatti tanti...) ma io
non credo ad una lunga fila di impazienti finanziatori privati che non
vedono l'ora di foraggiare le iniziative che non fossero più sostenute col
denaro pubblico. pur non citandole non vorrei che B. si riferisse, per
esempio, alle grandi mostre d'arte, quando parla di un'esplosione di utenza
culturale. le grandi mostre di Brescia di Goldin (alcune buone altre più
"fumose") hanno richiamato pullman e pullman di visitatori (non troppo
consapevoli, ahimè); o la repentina passione italiana per la filosofia (mi
ci laureai quindi sono affezionata alla materia): siamo sicurio che qt
grandi eventi siano la direzione dove far andare i privati e soprattutto
siamo sicuri che possanoe ssere considerati il vero tappeto culturale
italiano fatto invece di tanti (troppi, indubbiamente) piccoli pezzi che
non arrivano alla ribalta?
4. io sono convinta che non sia obbligatorio che chi sceglie di lavorare
nella cultura debba sopravvivere per forza a suon di dobloni pubblici per
una squisita ragione di categoria, ma credo anche che, pur "educando" un
pubblico conscio, rimarranno "prodotti" che non attireranno MAI le masse, e
mi piacerebbe che fossero comunque difesi. la maggioranza vince ma la
minoranza non deve essere sfrattata.
ancora in accordo con Davide dò a Baricco il merito di aver parlato, di
aver mosso una discussione, senza paludamenti.
elena scolari
Davide
26 Feb 2009, 16:51
Bene così!il breve filmato è molto bello,e devo essere sincero mi fa venire
voglia di andare in Francia!
Detto questo...è una risposta a Baricco?a mio parere no!
Uno perchè la situazione francese è avanti di secoli rispetto alla
nostra,basta vedere il loro fus rispetto al nostro ( credo che la
proporzione sia 1-10).
Per quanto mi riguarda Baricco parte da considerazioni giuste,per poi
proporre delle soluzioni discutibili.
E'INNEGABILE CHE IL SISTEMA DEL FUS VADA RIVISTO,difficile che lo si faccia
con le idee di Baricco.
Io piu' che a lui lo farei vedere a Bondi , e alla sua cricca per fare
vedere come sia un paese civile...a Baricco lascerei perdere!
Però davvero ottimo spunto...forse tra 10-20 anni quelle considerazioni
potranno essere attuali anche in Italia.
Io di tutto il discorso del Baricco,trovo sgradevole che la predica venga
da chi,ha fatto incetta di denaro pubblico...insomma si predica bene e si
razzola male!
Proposta...perchè in Teatro non si fa portatore di un incontro serio su
come orientare nuovamente e meglio il Fus?io ci vengo...
Concludo con una considerazione/provocazione...almeno Baricco ha
parlato...in un mondo dove si parla di nascosto,dove tutti stiamo in
condizione comatoso,ma siamo belli è sorridenti...ha lanciato la
pietra...gratuita,sbagliata,quello che volete...ma abbiamo una buona
occasione per parlare!
insieme...e fare Comunità Teatrale...
Davide Di Pierro
...da Torino con furore